sabato 24 gennaio 2009

Stefano Fassina, consigliere economico del Governo ombra, sulla riforma del modello contrattuale

L’accordo sul modello contrattuale firmato ieri sera dal Governo e una parte delle forze sociali determinerà un’ulteriore perdita di diritti e di potere d’acquisto di milioni di lavoratrici e lavoratori”.

Lo afferma Stefano Fassina, Consigliere economico del Governo ombra.

Alcuni diritti fondamentali vengono appaltati, come già disposto dal cosiddetto Decreto Anticrisi per l’indennità di disoccupazione, alla discrezionalità degli enti bilaterali. In sostanza, si abbandona il percorso riformista e liberale di universalizzazione del welfare e si torna indietro verso un modello lavorista e categoriale”.

L’iscrizione al sindacato - prosegue Fassina – diventerà la condizione di accesso ai diritti di cittadinanza. Inoltre, l’invenzione di un indicatore ad hoc al posto dell’inflazione programmata e la sua applicazione ad una parte della retribuzione scaricherà ancora una volta sui lavoratori i costi di tanti ritardi del nostro sistema Paese. Le agevolazioni fiscali e contributive previste per il secondo livello contrattuale determineranno soltanto una riduzione del costo del lavoro senza benefici sostanziali sulla produttività, tanto più in uno scenario di crisi, dove, come noto, la produttività si contrae”.

Ancora una volta – conclude Fassina – i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego sono trattati come paria. E’ un accordo che porta indietro il Paese”.


Ecco l' intervista di Epifani sull'Unità.

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