martedì 31 marzo 2009
JokeNews: Le notizie scritte dai GD del Baianese
Repubblica Ceca: Il capo del governo, Topolanek, col ministro dell'interno in diretta tv dichiarano lo stato di polizia, ma immediatamente si mettono a ridere: è uno scherzo. Un mese dopo Topolanek da le dimissioni nel pieno della presidenza UE della Cechia e della crisi economica.
I cechi speravano che anche questo fosse uno scherzo, finché non han visto Topolanek prendere l'assegno di disoccupazione
by Luciano Giuseppe
Italia
Un flop le primarie del Pd nel Capoluogo campano
Si è registrata bassa affluenza alle urna da parte dei sostenitori del Partito democratico: le cause?
Forse lo scarso coinvolgimento dei cittadini e le informazioni insufficienti, del resto è mancato un confronto pubblico tra i candidati.
Promuoviamo le auto - cooptate
Debora Serracchiani in 12 minuti all' Assemblea Nazionale dei Segretari di Circolo del PD sottolinea con fermezza e semplicità i punti critici del grande partito:
manca una linea politica di sintesi che nella più ampia discussione e nella più approfondita mediazione necessaria in un partito grande come il PD deve arrivare al raggiungimento di una linea netta e unica, decidere a maggioranza, parlare unitamente da PD.
Il segretario Franceschini mette nero su bianco
"I governatori non sono candidabili alle Europee ma devono terminare il loro mandato, il Parlamento europeo non è un residence per pensionati di lusso".
Berlusconi invita gli italiani a lavorare di più
Qualche mese fa il Presidente del Consiglio annunciava l'introduzione della settimana corta per far fronte alla crisi globale, e proprio oggi che i dati fanno della Germania il simbolo dello sforzo per uscire dalla crisi, con il piano di riduzione delle ore di lavoro, il premier invita a lavorare di più.
by Giuseppina Orefice
Lavoro
Lavorare tutti, lavorare meglio
Berlusconi va dicendo da mesi, che gli italiani la crisi la ingigantiscono. Che gli italiani si fanno prendere dal panico. Che dobbiamo essere più ottimisti e spendere di più. Ora è arrivata l'ultima ricetta anti crisi del premier, quella definitiva che ci porterà fuori della crisi con una velocità mai vista e prima di tutti gli altri paesi del mondo, portandoci anzi in una situazione di prevalenza rispetto ad essi. E qual'è questa ricetta, questo miracolo, questa decisione, questa legge o decreto? Niente di tutto ciò, l'unica cosa che dobbiamo fare è LAVORARE! Si avete letto benissimo! Lavorare di più. Bene, oserei dire benissimo. Anzi OTTIMO! Lavoriamo. Lavoriamo per noi e per lui (visto che poverello ha guadagnato un decimo di quello guadagnato nell'anno prima)Siamo noi che dobbiamo lavorare, certo, quando non ci licenziano, quando non ci mettono in cig, quando non veniamo messi in condizione di non poter fare nulla. Beh io concluderei in un solo modo: gli italiani devono lavorare per mandare a casa questa Banda Bassotti dell'imbecillità! E poi ancora un appunto: ma loro che fanno? Lavorano? Dalle proposte anti crisi che arrivano, pare proprio di no!
by Daniele Spadafora
Economia
Leggo con piacere sui giornali che il governo spagnolo ha deciso di inviare un milione di profilattici in Africa per limitare la diffusione della piaga dell'AIDS. La trovata è buona da almeno due punti di vista: rimette nel suo piccolo in moto l'economia (l'acquisto di un milione di profilattici è un sostanzioso contributo economico) e porta l'attenzione del mondo sul problema della "prevenzione". Perché ci interessa la prevenzione? Perché significa creare delle basi affinché un problema non si manifesti, ad esempio invitando gli ispettori a visitare con più cura gli ambienti di lavoro onde evitare "morti bianche" (e non chiedendo loro di fare il contrario) o magari investendo di più nei giovani onde evitare che fuggano via dal loro Paese, o, ancora, controllando le speculazioni finanziarie in modo che non si abbiano crisi economiche della portata di quella attuale. Perché, probabilmente, agire con piccoli interventi efficaci sulle cause dei problemi è molto più semplice che tentare di abbatterli quando ormai sono diventati delle montagne.
by Aniello Falco
Editoriale
Maxi Congresso/ MAXI SPETTACOLO
E’ finito così il Maxi congresso della Pdl fatto di delegati delegati pieni di rappresentanza che con i loro discorsi su pergamena e un inno alla gioa, hanno consacrato la nascita di questo MAXI PARTITO che si ispira ai valori del partito popolare europeo.L’organizzatore del congresso, dopo essere stato acclamato Presidente dall’intera sala, mentre era momentaneamente a prendersi un cafè, ritorna e incomincia la lettura del suo imponente discorso, ricordando il commovente inizio della sua scesa in campo.E sulle note dell’orchestra di buona domenica, la folla di delegati abbandona il MAXICIRCO contenti di aver assistito ad un meraviglioso e mirabile spettacolo futurista degno solo della grande MOIRA.PS: BERLUSCONI & company prossimamente a Broadway
by Vincenzo Pasquale Sorriento
JokeNews numero 1
domenica 29 marzo 2009
Primarie o non primarie?
Le primarie sarebbero uno strumento democratico per la scelta di un candidato ad una carica pubblica, uno strumento in cui tramite il contatto diretto con le persone si giunge ad una convergenza su un nome, una pratica di tipo bottom-up segno di palese rinnovamento in una politica (tipicamente italiana) di stampo top-down.
Come era in principio, ora e sempre.
Già, come era in principio? Beh, in principio era stato scelto Veltroni come sfidante da contrapporre all'attuale premier, sono poi state fatte delle "primarie" nelle quali si certificava che il candidato giusto era proprio lui, alle quali era possibile votare senza essere iscritti al partito, e per le quali i nomi dei candidati erano scelti nelle sale dei bottoni. Top-down, appunto. Ma alla fin fine il partito era appena nato, i tempi erano stretti, Walter era l'uomo giusto da contrapporre al carismatico Silvio, e poi bla bla bla. Certo, sono stati fatti degli errori, per lo più di carattere metodologico, ma questi si risolvono: basta impostare un metodo nuovo, il metodo piddì, il metodo del rinnovamento, ed ogni problema è risolto.
Come era in principio, ora e sempre.
Il momento giusto per potersi smarcare da questo fare politica ancora troppo legato a logiche "vecchie" si è presentato con le primarie dei Giovani Democratici. Accostamento di parole interessante: giovani e democratici. Chi meglio di persone giovani e democratiche può pensare sistemi innovativi di partecipazione politica? Così si sono svolte delle primarie regolarissime un po' ovunque, in cui non erano già decisi i delegati e di cui non era per niente scontato l'esito; per fortuna che il costume della buona politica si sta diffondendo tra noi giovani.
Non fraintendetemi... sono solo mie valutazioni personali quelle che sto facendo, da persona poco informata dei fatti, ed è solo il mio modo per chiedervi dei chiarimenti; ma non avete anche voi questo senso di dejà-vù?
Come era in principio, ora e sempre.
Ah, come dicevo poco fa, prima che scrivessi questa frase che sta fungendo da ritornello al mio post, sono una persona poco informata dei fatti e quindi ho osservato da comune mortale quanto accaduto di recente per le scelte dei candidati delle primarie per la provincia di Avellino. Apprendevo dalla stampa che servivano 1500 firme per risultare idonei alla candidatura. Poi apprendevo da altre fonti che le firme necessarie erano aumentate del 33%. Poi apprendevo dalla stampa che la De Simone decideva di non prendere parte alla competizione. Poi apprendevo dalla De Simone che avrebbe preso parte alla competizione. Poi mi è capitato di pensare che forse i tempi che erano stati decisi erano troppo stretti. Poi, però, mi sono smentito da solo... tanto a che servono altri giorni? Dobbiamo votare una persona, mica un programma? A che serve stilare un programma serio, o fare confronti tra i candidati? Poi, ancora, no, vabbè, non ci sto capendo più niente... troppi "poi" in un numero troppo esiguo di giorni.
Vi confesserò: se le cose dovessero restare così non andrò a votare. Perché? Beh, perché, non so se l'ho detto già detto, ma ultimamente ho in testa la frase "come era in principio, ora e sempre" (ve l'ho già detto,eh?): il problema è metodologico. Non cambiare il metodo porta al ripresentarsi ciclico degli stessi problemi: poca chiarezza, assenza di programmi, tempi troppo stretti, confronto totalmente assente. E' questo il metodo Piddì? Top-down o bottom-up?
Spero in una illuminazione in tempi brevi... magari prima del giorno delle primarie.
Aniello Falco, Sperone.
sabato 28 marzo 2009
DIBATTITO PUBBLICO
ANSA PER TUTTI I DEMOCRATICI
PRESIDENTE -ALTO CALORE- “MASELLI FRANCESCO”
CONVOCA
UN ASSEMBLEA ESTESA A TUTTI
PER UN DIBATTITO PUBBLICO
SULLE MODALITA’ E LO SVOLGIMENTO
DELLE PRIMARIE PROVINCIALI DI COALIZIONE.
MARTEDì-31 MARZO ORE 17:30
centro sociale Samantha della Porta
Via Morelli e Silvati - 83100 Avellino AV
martedì 10 marzo 2009
I piani d'attacco con le atomiche
L'intervista parla dei possibili piani d'attacco all'Iran, ma la parte più interessante, è quella finale, dove il generale parla di almeno 1000 esplosioni nucleari avvenute durante il secondo conflitto mondiale
giovedì 5 marzo 2009
Lettere dal precariato
«Noi comparse, noi fantasmi dobbiamo elaborare un pensiero»
di Chiara FaioloLa mia è una generazione senza futuro. Di comparse, quando va bene, di fantasmi, quando va male. Il problema più grosso è l'invisibilità. Cerchiamo faticosamente, con tenacia e puerile sicumera, di crearci attorno dei micro-mondi fatti di relazioni, il compagno di vita, gli amici, i figli che siamo riusciti ad avere e quelli che ancora vorremmo fare, e chissà se ci riusciremo mai.
Ci chiudiamo in queste piccole stanze rassicuranti, dove tutto è, o ci sembra, come noi, dove troviamo, sappiamo di trovare, conforto, calore, familiarità, condivisione. Non viviamo di massimi sistemi, ma di piccole cose, di dettagli insignificanti e importantissimi, essenziali, vitali in ogni nostro giorno su questa terra.
Cerchiamo anche di tenerci svegli, di accendere il nostro cervello la mattina, dopo il caffè, per ripeterci fino alla nausea che abbiamo un obiettivo, che senza progetti non si può vivere, che dopo uno ne verrà un altro. Leggiamo moltissimo, la TV è un brutto scatolone grigio che staziona in soggiorno solo per pigrizia, o abitudine familiare.
Mi ricordo quando era appena nata mia figlia. Avevo la certezza che sarei riuscita a superare lo sconvolgimento che aveva portato nella nostra vita di adulti giovani e liberi solo leggendo. Mi ricordo che pensavo a quale libro leggere ancora prima di aver finito quello precedente, per la paura di restare senza. La finzione che ti àncora alla realtà.
Dobbiamo elaborare un pensiero. Dobbiamo. Per vincere l'invisibilità. Per sapere di averlo. Perché pensare è futuro. Io sono iscritta a un dottorato di ricerca senza borsa di studio. Se c'è tanto allarme perché presto i dottorandi e i ricercatori spariranno dimenticati, noi senza borsa questa condizione la viviamo da sempre. Mai nessun distinguo, invisibili. Ma non riesco ad abbandonare.
Si parla di letteratura, e attraverso questa di filosofia della politica, di critica sociale, di storia della cultura. Si parla del mondo di ieri per analizzare il mondo di oggi. Si cerca di interiorizzare categorie che permettano di capirlo, di interpretarlo. Di superarlo. Ne ho bisogno. Non posso fare senza. Mi serve per sopravvivere intellettualmente in questo mondo sempre più gretto. Personalmente ho trovato questo modo, ce ne sono altri.
Per guadagnare faccio l'impiegata con una borsa di studio. Ripeto, di studio. Non sono contata nel personale, quando ci sono solo io è come se non ci fosse nessuno, sono invisibile. Tuttavia ogni giorno apro la porta, rispondo al telefono, rispondo alle mail, e non studio affatto, lavoro. Sono ricattabile, anche se ho capito tutto devo far finta di no e ringraziare per l’opportunità formativa che mi stanno dando.
Per il nido comunale di mia figlia, se non fosse per un altro lavoro saltuario, sarei madre non lavoratrice. Però faccio 36 ore la settimana. Non ho maternità, non godo di un trattamento previdenziale. Non avrò mai un TFR. La borsista non è una madre lavoratrice, però lavora.
Mi ripeto continuamente... questi sono i migliori anni della mia vita...
Il problema più grosso è l'invisibilità. Se sei invisibile non hai prospettive, non hai un futuro. Questo oggi è un problema politico. La politica che tradizionalmente si rivolge a noi, generazione di anime alfabetizzate, non ha capito questo. Noi non siamo una categoria, e non vogliamo forse nemmeno esserlo. Non siamo "gli operai", non siamo "gli studenti" o "i pensionati".
Siamo i precari? Senza dubbio, ma c'è così tanta disomogeneità che come si fa a definire questa una "categoria"? E' molto difficile raggiungerci, parlarci, trovare un linguaggio che vada bene per tutti come per ciascuno. Sappiamo che un obiettivo comune è quantomeno auspicabile, se non necessario, ma non sappiamo come si fa. Nessuno ce lo ha insegnato, e anche adesso chi dovrebbe guidarci è totalmente incapace di vederci per quello che siamo. Se sei invisibile, sei solo.
La questione non è che gli elettori di Berlusconi sono di destra. Anche, certamente, ma il punto è che non si sentono invisibili. Si riconoscono in lui, nei tristi figuranti delle sue trasmissioni televisive, avevano bisogno di questo e l'hanno trovato. Non se lo lasceranno scappare. Si sentono fortissimi. Il nostro avvizzimento è il loro principale alleato. La nostra solitudine, la paura di parlare delle nostre aspirazioni e desideri, l'incapacità di uscire da quelle stanzette, di difendere la nostra identità.
Sono stata cresciuta da un padre di un rigore disarmante, per il quale la logica, la coerenza, la correttezza non sono mai state opzionali. Ora mi sembra di vivere nel mondo dell’assurdo e l’istinto più forte che ho è di fuggire e portare via mia figlia da questo paese senza speranza. E' così faticoso ridisegnare ogni giorno i nostri contorni sempre più evanescenti che ci sentiamo debilitati, deboli, dove invece il paradigma dovrebbe essere "la forza fa l'unione". Questo è il problema di una certa politica, di un certo Paese, nel nostro oggi. Un debole esercito di comparse, quando va bene, di fantasmi quando va male.
domenica 1 marzo 2009
No al nucleare
REATTORI NUCLEARI A VOLTE RITORNANO 28/02/08
Giorgio Ferrari, ex responsabile del combustibile nucleare per Enel, prevere: "Possiamo dire che già oggi si può stimare una disponibilità economicamente sfruttabile delle riserve di uranio di 30 o 40 anni".
IPER market URANIO - Kazakhstan, la nuova frontiera del nucleare 06/06/08
Secondo gli studi condotti l’estrazione di risorse minerali - petrolio, gas, uranio - ha superato il proprio picco di massima disponibilità.
Energia oltre il confine 25/09/08
In particolare Francia e Svizzera hanno programmato la costruzione di nuove centrali di terza generazione nonostante le polemiche che ci sono state specie in Francia dopo gli incidenti di questa estate provocate dal sito nucleare di Tricastin.
