martedì 5 agosto 2008

Lettera ai figli


Cari Hildita, Camilo, Celia e Ernesto

Se un giorno dovrete leggere questa lettera, sarà perché io non sono tra voi.

Quasi non vi ricorderete di me e i più piccolini, non ricorderanno nulla.

Vostro padre è stato uno di quegli uomini che agiscono come pensano e, di sicuro, è stato coerente con le sue convinzioni.

Crescete come buoni rivoluzionari. Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura.
Ricordatevi che l’importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, solo, non vale nulla.

Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario. Addio figlioli, spero di vedervi ancora.

Un bacione ed un grande abbraccio da

Papà.

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