venerdì 27 febbraio 2009

Pasolini, la nuova periferia ed il nuovo modello culturale

Pasolini parlando del persone che si accingevano ad abitare la nuova periferia, lì descriveva
(appunti 124 e 126) così:

"La gente non aveva più la purezza (sia pur coatta) della povertà, quella gente non aveva più l'antico rispetto, quella gente non aveva più l'antica ansia di riscatto, quella gente non creava più il suo modello umano, quella gente non opponeva più la sua cultura a quella dei padroni, quella gente non conosceva più la santità della rassegnazione, quella gente non conosceva più la silenziosa volontà della rivoluzione."

"E' finito il mondo contadino e popolare. ... Sono anche finiti i ceti medi la cui cultura borghese era fondata su una cultura popolare. Differenziata (da regione a regione, da città a città, da centro a periferia). Eccentrica, particolaristica. Quindi reale. ... Di colpo. ... Quelle culture reali (particolari, popolari) erano sparite (o in via di sparizione). Era stato il potere stesso a distruggerle. Il tipo di vita predicato dal quel potere era completamente irreligioso. Niente poteva essere considerato al mondo più irreligioso, per esempio della televisione. Nel video passavano è vero, assai spesso, inaugurazioni ufficiali con la presenza di un ridicolo vescovo; si vedevano ancora più spesso cerimonie religiose, col Papa stesso ecc. Ma tutto ciò non era che rappresentazione di parate del potere: religione di Stato. In realtà la televisione predicava quotidianamente, ora dopo ora, il puro edonismo; il suo slancio era tutto in direzione della realizzazione del benessere e del consumo. E la gente aveva appreso la lezione in modo radicale; palingenetico ( per la prima volta nella storia). Era mutata. Aveva fatto propri i modelli umani proposti dalla cultura del potere. Aveva abbandonato i propri modelli tradizionali. Esistenzialmente venivano vissuti nuovi valori, che nella coscienza erano ancora solo nominali.
...Che cosa sostituita questi valori? ... I nuovi valori erano i valori del superfluo, cosa che rendeva superflue, e dunque disperate le vite."

NdR: Fretta e Nevrosi

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